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Il sashimi di Taiwan è nemico dell’uomo e dell’ambiente

Lo rivela Greenpeace

Informarsi per conoscere, perché non basta pensare ad un cibo come buono e sano perché lo sia davvero. È questo il caso del sashimi, che sulla carta è un cibo affascinante e salutare, ma in realtà può nascondere molte insidie dalle quali bisogna difendersi. Già, perché secondo dati certi un boccone di pesce su tre arriva dritto da Taiwan, o meglio da un’industria che secondo i dati raccolti da Greenpeace viola i diritti degli esseri umani e maltratta l’ambiente.

Il monito è stato accompagnato da una pubblicazione dal titolo eloquente, ‘Made in Taiwan’, dove gli attivisti hanno illustrato i metodi illegali e gli abusi che da anni vengono condotti sui mari dalle flotte taiwanesi. I mercati di riferimento, dove le flotte operano, non sono solamente quelle di casa loro, ma anche quelle statunitensi, quelle giapponesi e anche quelle europee.

Il rapporto è frutto di un anno di lavoro e dimostra come per produrre il sashimi vengano sfruttati illegalmente gli squali, ma anche la numerosa manodopera impiegata nel settore. Omicidi e traffico di droga in mare completano un quadro per nulla roseo e il report si affianca al cartellino giallo alzato da parte della Commissione Europea nei confronti di Taiwan e delle isole Comoros per quanto riguarda la pesca.

Attenzione quindi alla provenienza, perché sempre più persone si stanno muovendo per conoscere l’esatta provenienza di quello che portano in tavola e condannano le pratiche abusive e illegali che interessano la pesca in tutto il mondo.

Written by Valeria Martalò

Valeria Martalò, laureata in Filologia Classica: attenta alle notizie sull'ambiente, amante della natura, crede fermamente che bisogna far diventare il mondo un posto migliore.

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